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Silenzio

  • 8 giugno 2022

Per il piacere di approfondire la conoscenza di sé

Perché la risposta “silenzio” è una mossa infelice: il gioco delle parti “Mi sono chiuso nel silenzio, così capisce”. “Non rispondo, così impara”. Perché questi atteggiamenti sono dannosi e fallimentari? Sono penalizzanti nei confronti di entrambi i protagonisti della comunicazione: non risolvono il nodo in questione e generano emozioni negative. Vediamo perché.

Già di per sé il successo di un atto comunicativo è soggetto a un’alea di imprevedibilità. In altre parole, anche quando una persona si impegna al massimo nel trasmettere il suo pensiero, non potrà avere la certezza che il suo messaggio farà centro: il rischio che il significato venga compreso in altro senso è sempre incombente.

Pensiamo alla dinamica fra “silenziante” e “silenziato”. Il silenziante, trincerato nel suo atteggiamento, genera una situazione di grande complessità: quali elementi ha il silenziato per intuire il contenuto del messaggio? Dispone del vuoto assoluto in cui può mettere di tutto: non sarà facile barcamenarsi, né tanto meno capire gli accadimenti.

Facciamo un gioco di stile: analizziamo i comportamenti dei due soggetti.

Il silenziate ritiene inutile esprimere la sua posizione per tanti motivi: già detto più volte, l’altro non capisce, esplosione di reazioni sgradite,… Il silenziato non è in grado di dare contenuti, si sente impossibilitato a comprendere, tanto meno a reagire, e fatica a farsene una ragione. Al di là del contenuto, ha una percezione che lo tocca nel profondo: non si sente considerato “persona” degna dell’attenzione dell’altro. E al di là dei contenuti, è questo l’aspetto più doloroso. Va bene combattere, confrontarsi, sostenere la propria posizione… ma sentirsi trasparente e inesistente è quanto mai pesante da accettare. E fa male!

Si può uscire da questo vicolo cieco? Il pallino è nelle mani del silenziante. Il silenziato non ha potere. E l’esito di questa relazione non-relazione non potrà essere positivo, perché non c’è stata chiarezza né trasparenza. Le nubi continueranno a incombere. È meglio sentirsi dire qualcosa che non piace, piuttosto che essere seppelliti dal muro del silenzio.