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Chattare con l’Intelligenza Artificiale: conquista o incubo? La visione delle ChatGPT

  • 19 gennaio 2023

Un tema che sta generando le reazioni più varie. Apprendo che nella rete trovo uno strumento che è in grado di elaborare testi, attività da sempre ritenuta espressione di elevato livello intellettuale, prerogativa dell’homo sapiens. Si chiama ChatGPT-3 (Generative Pre-trained Transformer 3), creata intorno agli anni ‘70 ed esplosa a fine 2022; raggiungibile dal sito di OpenAI, è una Intelligenza Artificiale - per gli amici AI - che funziona in modo analogo a un motore di ricerca attingendo da banche dati molto ricche che continuano ad alimentarsi grazie all’accesso di tante persone. Non è una novità: è presente con altre sembianze: Alexa, Siri, piattaforme di e-commerce, chatbot, sistemi domotici,…

PROVE

Per quanto ne sapevo, collegavo la AI alla relazione fra sistema informatico e un sistema fisico; contestualizzazione pertanto molto lontana dalla mia realtà lavorativa. Dopo una reazione di turbamento, mi documento e… gli orizzonti si ampliano. Con curiosità, ma anche scetticismo, accedo a una piattaforma sapendo che posso fare domande e che questa entità è in grado di comporre un testo in risposta. La metto alla prova con diversi spunti: Quali sono gli aspetti chiave del processo? Fammi il sunto di questo testo. Traduci questo testo. Commenta questa frase. Rimango senza parola per i tempi e la formulazione dei testi. Gli output sono sorprendenti per coerenza e forma linguistica.

PASSATO

Turbata dalla mia reazione, mi sono confrontata con quanto vissuto in passato con l’avvento di nuove tecnologie nel mio lavoro: passaggio dalla macchina da scrivere al computer e dal fax alle email, alla velocità con cui si può avere un testo sulla scrivania o accedere ad articoli. Queste innovazioni le ho sempre vissute in chiave positiva, ignorando le eventuali ricadute critiche o negative. ChatGPT mi ha generato una sorta di “timore reverenziale”, non perché mi sentissi messa in secondo piano, superata dalla tecnologia, quanto piuttosto per un uso approssimativo e superficiale.

VALUTAZIONI

Anche qui, come in molti altri casi, ci sono due punti chiave:

  • la formulazione della richiesta,
  • l’atteggiamento critico verso le risposte.

Se usato bene, ChatGPT migliora la produttività di chi deve elaborare testi, in quanto fa il lavoro base di ricerca su cui poi intervenire. Al varco c’è però un uso improprio che nasce dall’assenza di queste due precondizioni.

È una situazione analoga a quella che è avvenuta con le ricerche di approfondimento di un tema. Una volta l’abilità risiedeva nella capacità di trovare la fonte giusta, cioè corretta e affidabile, dopo aver consultato testi e articoli rigorosamente su carta e presso la fonte di provenienza; quindi: tempi lunghi e spostamenti fisici. Oggi la ricerca fatta in rete è tutt’altro: l’abilità risiede nel saper selezionare e non cedere alla lusinga di informazioni inattendibili. La conseguenza è stata quella di produrre ricerche superficiali.

RICADUTE

Inevitabili e prevedibili i cambiamenti nel mondo del lavoro. Diventano indispensabili le competenze digitali, applicate in modo proficuo nel lavoro a distanza, puntando su persone che siano in grado di governare proficuamente le relazioni online; inoltre, un binomio vincente diventa la padronanza di competenze sul problem solving e l’adozione di un pensiero critico.

Per chi usa la scrittura di documenti, ChatGPT ha elevate potenzialità per diventare un utile e fedele compagno: è in grado di fornire spunti e analogie quando la creatività è in calo; corregge le bozze; guida alla pianificazione delle attività. Inoltre fornisce indicazioni e consigli su come usarlo in modo produttivo! Dai casi che affluiscono da diverse fonti, apprendiamo che è anche in grado di rifiutare richieste inappropriate, per esempio dal punto di vista etico, e che è in grado di contestare una falsa premessa nella richiesta.

È ovvio chiedersi se soppianterà diverse categorie di professionisti: giornalisti, programmatori, avvocati, professori, …

Un’attenzione particolare merita il mondo della scuola. I nativi digitali hanno una elevata dimestichezza con gli strumenti del web: di gran lunga superiore a quella della media degli insegnanti. C’è da domandarsi se e in che misura sarà possibile rivelare la natura dello scritto: da AI o dallo studente? Ma l’aspetto che più mi preoccupa riguarda l’eventualità che l’uso di questo strumento generi pigrizia. Inoltre, se applicato senza un preventivo esercizio personale di elaborazione delle informazioni e redazione di un testo, può dare spazio a una generazione che, senza l’applicazione, non sarà capace di concepire autonomamente un testo. È un rischio da tenere presente. Come tanti altri aspetti del mondo informatico, il ruolo dei genitori resta cruciale nel guidare i ragazzi verso un corretto uso dello strumento.

OGGI

ChatGPT rappresenta una tecnologia di elevato livello, che, proprio per la sua stessa natura, può generare ricadute di vario tipo ed entità. Sbaglierebbe chi vi accedesse a occhi chiusi pensando di trovare contenuti già pronti.

Dobbiamo fare tesoro degli errori del passato. La tecnologia avanza imperterrita: fermare l’innovazione sarebbe tragico. Sicuramente il panorama attuale continuerà a cambiare con lo stesso ritmo con cui si è affermato.

Nell’uso non dobbiamo perdere la giusta percezione di sé. Accediamo agli strumenti nuovi, tenendo presente la nostra natura, con i suoi limiti e fragilità: è un modo per far fronte a quello che non può essere sotto il nostro controllo. Quando riusciamo a coniugare il pensiero con la ragione, siamo realmente grandi. Ed è qui che si vedrà la nostra intelligenza, quella umana!

NB: L'immagine di copertina è stata realizzata con Dall-E, Intelligenza Artificiale in grado di creare immagine da riga di comando.